LibEreria

Ultima chiamata, per le Arti, alla Rivoluzione.

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Ultima chiamata, per le Arti, alla Rivoluzione.

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Sala lettura – maggio 2022

Sono già morto
e non nascerò
sono appena nato
mi lascio
e tornerò

sono il trascorrere in un punto
e non sono quel punto
sono l’inutile contare

dormo da duecentomila anni
e dormo tra duecentomila anni
in mezzo un rapporto poetico
intraducibile
col tempo percepito

più sordo del sangue o
di un richiamo
somiglia più al nero che a una nota
ci spendo
una cecità

mi accoglie ogni giorno
un me stesso fatto domanda
a questo fabbrico e faccio spazio
e non è mio e non esiste giorno

dissemino e abbandono nomi
è un gioco che qui viene chiamato
memoria

la mia voce incendio
sogna sbagliata che mi sollevo e confido
nell’invenzione di lingue

invece non so da dove vengo
invece canto
inventato dalla canzone

è come confessare
che riposo dicendo tanti io
e sono una potente stirpe
che da silenzio va a silenzio
a ogni passo

la danza che sotto non si vede
è qui a ricordare
che ogni parola di più
è vera responsabilità
i luoghi li sposta li sporca

vivere mi appare
questo stratagemma
di non mentirsi
questo sarto con la mia faccia
che cuce da dentro

ma grazie all’attesa che fingo
io vedo finalmente
con l’occhio di chi inizia

e sono quest’albero testimone
dei miracoli che partono oggi
ma reso immemore
alzato e disperso
sui miei piedi

se mi svegli ti racconto la storia intera

Sono la parte vera del tuo sogno
la fiamma che respira
e scalda ogni tuo giorno
il punto in cui la cascata s’infrange
lo scoglio che riceve
la luce che disseta

Il buio l’hai sconfitto già in passato
e ora navighiamo nella luce
che ci accompagna a casa

La casa dove il nostro scambio d’oro
può esser condiviso anche con loro
pirati e poeti della nave
che al porto sicuro ci
condurrà

Siam nati solo per questa ragione
trovarci e illuminare tutto intorno
andare avanti mano nella mano
al ritmo di un verso senza fine
inciso in una roccia
sulla cima di questa magnifica
realtà

Che futilità essere contenti.
Lo spessore, il valore, le perle dell’anima
si manifestano nella sofferenza.
Ma non si può sempre soffrire.
Bisogna avere il coraggio di essere allegri.
L’allegria è profondità.
Conoscere la vita e concedersi una risata
è per i cuori forti.
Significa aver superato mille prove,
i peggiori dolori, brandelli di delusione,
e nonostante questo,
sentire una vocina interiore
che con ostinazione continua a dire:
posso sorridere, sdraiarmi sereno,
il presente non può uccidermi.
Io mi oppongo
alla dittatura del dolore:
prendo un guaio,
lo metto a riposare in un angolo,
ma non prima di averne tirato fuori
la lezione.

M’appoggio
alla pelle ruvida e spessa dell’albero,
rimuginando pensieri;
Sotto il fogliame,
cerco ordine nel mio
bellissimo caos,
mi confonde piacevolmente
la mia tempesta
con onde altissime e ribelli.

[Chiudo parentesi.]
E dico,
che avreste dovuto vederlo
quell’uomo curvato
in cerca di catturare l’attimo.
Non esiste cosa più bella,
straordinaria nella sua semplice pretesa,
di fermarsi per fotografare
“un pensiero”.

Sì, perché,
Il pensiero,
che può piacere a lei
e sostare sotto la luce dei suoi occhi,
con il cuore grato per l’attenzione ricevuta,
è questo che ti blocca i passi
e ti paralizza lo sguardo
sopra piccole meraviglie,
grandi orizzonti
e finestre eterne sulla bellezza.

Tutto qui.
È un messaggio.
D’amore.

Amici, questo è il mio inedito e si tratta del manifesto di un nuovo movimento artistico.
Chiaramente questo movimento è aperto a tutti, pittori, fotografi, scultori e anche scrittori insomma a tutti gli artisti di ogni disciplina nessuno escluso.
Vi saluto, vi abbraccio e vi ringrazio
Walter


MANIFESTO DELLA NUOVA ARTE MODERNA COSMODROMICA
Nel panorama dell’arte universale era mancante uno stèreotropico che avvicinasse l’osservatore al piacere di analizzare con analisi cosmica l’immagine dell’arte condivisa. L’arte è un qualcosa che avvicina le aspettative al criterio di illuminare la percezione sensitiva, se ne sentiva il bisogno come tutti abbiamo bisogno dell’aria che respiriamo, un ritmo soft e melodico che attraverso il colore diffuso lasciando emergere l’anima controversa in un abbraccio cosmico, riflette come uno specchio sintetico. Il visitatore, l’osservatore di un opera artistica ha bisogno di sentirsi attratto da un’energia profonda che attiri il magnetismo intrinseco e appunto stèreotropico, gli artisti possiedono la capacità magnetica di respingere l’imbarco di forze imperfette per realizzare arte dall’animo impermeabile con l’apertura verso orizzonti sconfinati che travalicano le mete dell’immaginario storto ed è così che nasce l’arte moderna cosmodromica, un movimento perpetuo e ottimistico sul versante che non pone limiti adiacenti bensì dissipa colore energetico e vitale, ed è così che nasce l’arte per tutti e non per pochi, quei pochi che si invadono, tutti per tutti infine che al rimirare dell’arte si sollazzano. L’arte moderna cosmodromica non ha contaminazioni ma contiene i presupposti per un’alienazione criptica per la quale ognuno che sia competente o dispari possa godere di tutta la sostanza sostantiva di questa nuova forma espressiva senza orpelli o questioni mistiche.


W la libertà W l’arte moderna cosmodromica nata oggi e domani all’inizio dell’anno domini 2022.
Firmato
Walter Festuccia in arte Walter Fest

Mi sento stanca,
svuotata,
come un fiore che sta appassendo lentamente,
ma inesorabilmente.
Sto perdendo i miei colori,
la luminosità,
la brillantezza,
quella morbida sensazione al tocco.
Mi sto seccando,
sto morendo,
nonostante il Sole cerchi di illuminarmi e l’acqua cerchi di bagnarmi.
Sembra tutto inutile.
Solo una questione di tempo.
So bene, però, che le mie radici sono forti e ben piantate nel terreno della vita
e ancora molti occhi hanno bisogno di guardarmi fiorire,
di sentire il mio profumo.
Allora, cerco di assorbire questa linfa con tutte le poche forze rimaste e,
con pazienza e costanza,
tiro di nuovo su il capo, ormai chino.
La bellezza del mio animo non può spegnersi e scomparire.
Non deve.
Vita,
Sono tua.

Di sole d’aprile
Ho gli occhi
Ancora d’inverno i colori
Ma sono di maggio
Conosco il tepore
Mi muovo leggera
Capisco i tuoi no
Che sanno di tempo
Arrivati in gennaio
Preziosi e pesanti
Scrivo di notte
Nascondo presagi
Non voglio restare
Capisci ho paura
Non ho braccia chiuse
Abituate al dolore
Ho navi volanti
Tempeste e parole
Imbiancate di neve
Cammino al rifugio
Da venti lontani
Ho filtri d’amore
Io strega lo sono
Libero filtri
Inventati a dovere
Stringo nel cuore
Un alfabeto di note

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