LibEreria

Ultima chiamata, per le Arti, alla Rivoluzione.

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Sala Lettura – Giugno 2023

L’inequivocabile volo della rondine

porta via ogni incertezza

e dissolve le nuvole

Abbiamo

solo due occhi che si muovono assieme

e abbiamo

ben due sguardi che si muovono assieme

 

La differenza è su quanti lavori

quante nomenclature di logorio

 

Cosa vado facendo

alla mia memoria che si chiama altrui

quando è come sempre in costruzione

 

la scena non lo dice

la distanza sì

 

il luogo visitato non lo dice

il tempo inventato sì

 

Il senso è sempre doppio

non dire è sempre doppio

 

Sembra

quella cosa che diciamo storia

la lotta infinita tra sguardo e occhio

epifania allo specchio

 

che il cuore

qui in apparenza non implicato

chiama ricordo

Significante o significato:

grosso modo la distanza posta

tra me e tra te, spazio

che riempiamo con parole

sussurrate a volte,

ma dette quasi mai.

 

Aspettarti significa ascoltare:

il sibilo del vento, il fruscio delle foglie.

Lo spazio del silenzio che riempiamo di parole

sussurrate a volte, dette quasi mai.

 

Ci vuole occhio

a distinguere la tua sagoma veloce

apparire nello specchietto

dell’auto in divieto di sosta.

Le persone senza cuore
un tempo erano belle.
Avevano un cuore così grande
da dividerlo con altri,
a pezzettini.
 
Un giorno si ritrovarono senza
e questo fu motivo di stupore,
allontanamento e solitudine.
 
Battiti lenti non bastarono
a farlo vivere 
così, si abbandonò all’ovvio
al necessario
a ogni singolo giorno 
senza futuro. 
 
Morì, 
pensando d’essere vivo. 
Un’ombra inghiottita dalla luce. 

Sospesa. 

Ecco come vivo.

Tra un vento che scompiglia i miei capelli e un sospiro che calma i miei ricordi.

Tra un raggio di sole che illumina il pulviscolo, che sembra risposarsi dopo un lungo viaggio, e un raggio di luna che sembra indicare la via dei miei sogni.

Tra un sorriso che non si arrende e una lacrima prepotente che mi riga il viso.

Tra una piega intorno agli occhi e un solco che disegna ghirigori nell’anima.

Vivo così, con il mio disordine ordinato e con le mie dubbiose certezze.

Aspettando quel salto nel vuoto che è la vita.

La bellezza se n’è andata da un po’.

Certo puoi piacere a qualche persona, ma quella bellezza perfetta della freschezza e della vita piena, l’hai perduta e non tornerà più. Come non tornerà più la giovinezza. Hanno un bel da dire che a 45 anni sei ancora giovane, notalo, te lo dicono solo le persone che di anni ne hanno di più.
Guardi negli occhi dei trentenni e non capisci quando è capitato di averla persa, ma così è successo.
E adesso, adesso, improvvisamente hai perso anche la fertilità.
Questo dono che hai sempre considerato un problema, che non hai mai voluto, di cui non aspettavi altro che liberarti, adesso che ti è stato rimosso, adesso, ti ha lasciato un segno profondo.
Nel tuo addome c’è un vuoto. Ci sono tagli e cauterizzazioni, e ci saranno cicatrici.
Ciò che è fisico rappresenta, e lo fa con l’approssimazione di un bambino alle prime armi con le matite colorate, quello che l’anima percepisce.
 
L’essere sterile, l’essere inutile, l’essere vuota.
 
Ti pieghi sul tuo grembo, abbracci l’urlo dell’anima, cullandolo come avessi partorito l’assenza.
 
Ti hanno assicurato che passerà, che sono solo gli ormoni cessati d’improvviso. Che il corpo deve recuperare l’equilibrio.
Ci credi.
Forse.
O almeno ci vuoi credere.
 
Ma una parte della tua consapevolezza (quella sterile, inutile, vuota) sa che lei, ora, ha un nuovo nido dentro di te.

Non ho nulla da dire.

Ma sento di dover dire tutto.

Non è la contraddizione

a sorprendermi.

Sono queste lancette storte.

Al polso, l’invisibile giudice:

c’è ancora tempo,

dice.

Versa su quel prato
Un goccio di follia
Tingi di smemoratezza
La tua giacca
Stira i tuoi pantaloni
Con farfalle e grilli
Canterini
Luccichio
Di favole
E tappeti volanti
Pieghe di
Tessuti intarsiati
Di
Soli e lune
Che si rincorrono
Pasticcio
Di confuse parole
E canzoni
Questa notte
Non si dorme
Perché la luna
Ci vuole svegli
E tanto
Il sole
È andato in vacanza
Sogni d’oro
Pazza gente
Con gli occhi
Ben aperti
E le braccia verso
Il cielo
Shhhhhh
Ecco il canto
Della luna
Sul crinale argentato
Modulato il suo respiro
Sul ritmo
Cadenzato
Dei nostri cuori
All’unisono

Ho partorito 
una poesia.
Sono nate
parole.
Le nutro
con la mia
ispirazione. 
Vivono.
Crescono.
Non ho età. 
Il tempo
si ferma.
Esisto.
Sono.
Oltre la penna.
Oltre le parole.
Oltre tutto.
È uno stato di grazia,
Quando si verificano le condizioni per…
La tanto vagheggiata felicità.
Il dolore sparisce
Le spalle si raddrizzano
Lo sguardo si riempie di azzurro
Il corpo gonfio d’elio
Inizia l’ascesa.
Se ne gode finché dura
Perché dopo un po’
Prevale la forza di gravità
A ricordarci
Che abbiamo un peso da portare.

𝙎𝙚𝙧𝙫𝙞𝙧𝙖𝙣𝙣𝙤 𝙖𝙯𝙯𝙪𝙧𝙧𝙞 𝙥𝙚𝙧 𝙘𝙞𝙚𝙡𝙞 𝙣𝙖𝙨𝙘𝙤𝙨𝙩𝙞 𝙙𝙞 𝙢𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤

𝙀 𝙖𝙡𝙗𝙚𝙧𝙞 𝙛𝙞𝙩𝙩𝙞 𝙖𝙗𝙞𝙩𝙪𝙖𝙩𝙞 𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙣𝙤𝙩𝙩𝙚
𝘾𝙞 𝙨𝙖𝙧𝙖𝙣𝙣𝙤 𝙫𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙥𝙖𝙯𝙯𝙚𝙧𝙖𝙣𝙣𝙤
𝙋𝙖𝙧𝙤𝙡𝙚 𝙡𝙤𝙣𝙩𝙖𝙣𝙚 𝙨𝙩𝙧𝙖𝙥𝙥𝙖𝙩𝙚 𝙖𝙙 𝙪𝙣 𝙥𝙖𝙨𝙨𝙖𝙩𝙤 𝙧𝙚𝙘𝙚𝙣𝙩𝙚
𝘿𝙞𝙨𝙚𝙜𝙣𝙞 𝙙𝙞 𝙗𝙞𝙢𝙗𝙖 𝙘𝙤𝙥𝙧𝙞𝙧𝙖𝙣𝙣𝙤 𝙥𝙧𝙖𝙩𝙞 𝙨𝙥𝙧𝙤𝙫𝙫𝙞𝙨𝙩𝙞 𝙙𝙞 𝙛𝙞𝙤𝙧𝙞 𝙘𝙤𝙡𝙤𝙧𝙖𝙩𝙞 𝙙𝙞 𝙦𝙪𝙖𝙨𝙞 𝙚𝙨𝙩𝙖𝙩𝙚 
𝙎𝙚𝙣𝙩𝙞? 𝙄𝙡 𝙥𝙧𝙤𝙛𝙪𝙢𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙗𝙤𝙨𝙘𝙤 
𝙀 𝙞𝙡 𝙛𝙞𝙨𝙘𝙝𝙞𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙩𝙧𝙚𝙣𝙤 
𝙀 𝙞𝙡 𝙢𝙞𝙤 𝙣𝙤𝙢𝙚 𝙘𝙝𝙞𝙖𝙢𝙖𝙩𝙤 
𝙏𝙧𝙖 𝙨𝙩𝙧𝙖𝙡𝙘𝙞 𝙙𝙞 𝙫𝙞𝙩𝙖 
𝙎𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙚̀ 𝙪𝙣 𝙧𝙪𝙢𝙤𝙧𝙚 𝙙𝙞 𝙫𝙚𝙣𝙩𝙤 
𝙄𝙣𝙩𝙧𝙖𝙥𝙥𝙤𝙡𝙖𝙩𝙤 𝙩𝙧𝙖 𝙞 𝙧𝙖𝙢𝙞 
𝘿𝙞 𝙪𝙣 𝙛𝙪𝙩𝙪𝙧𝙤 𝙜𝙞𝙖’ 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤
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