LibEreria

Ultima chiamata, per le Arti, alla Rivoluzione.

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Ultima chiamata, per le Arti, alla Rivoluzione.

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Sala Lettura – agosto 2019

Ho poco tempo
Qualcuno mi cerca
Mentre io ricerco
Il mondo dell’io
Da spiegare in
Un battito d’anima
Col mio sguardo capiresti
Perché sei come me
Ma sei lontano e li sento alla porta…
Certezza dell’incertezza
Danza con io
ENTRANO
Mai fermo
Credi
Te
Forza
VISTO
Studia vivi
Potenza di te
MI PRENDONO
Volevo
Un ultim cos dir…

È un buon esercizio.

Andare avanti e sorridere.

Tenere conto del passato

e giocarci un po’.

Magari annientandolo.

È un buon esercizio.

Guardare in faccia il sole.

Respirare.

Camminare senza pretese.

È un buon esercizio.

Ricordare di non essere così importanti.

E poi darsi la giusta importanza.

È un buon esercizio.

Dire grazie alla vita

curando un giardino.

È un buon esercizio.

Ricordare che in quel giardino

c’è un fiore

che risponde al tuo nome.

Era d’ambra la mia ombra
e se ne stava appesa a un muro di mattoni rossi, provava ad ascoltare in quella notte senza luna,
il canto dei ranocchi giù nei fossi.
L’imbrunire è un dono che il giorno sul finire,
porta agli occhi di chi ancora sa e può vedere,
nel silenzio di quell’attimo, nell’incontro su quel filo
così nitido e sottile,
la dolcezza del suo canto che mai più potrò lasciare.
E muto il Tempo mi ricorda che non so se sia già l’ora
di lancette dentro al quadro. Ma è un sogno che ritorna e che sfioro quando posso, è l’abbraccio ad un passato che mi è ancora appeso addosso,
è quell’ombra d’ambra
che io cerco ancora su quel muro o giù nel fosso!

Lo ammetto, ti uso, non riesco a farne a meno.
Mi servi per stare meglio, come l’alba per un cieco, come il “clac” della serratura che apre la cella dentro cui piango la prigionia del tempo che scorre, come la sveglia dei sensi e dei motori interni, come una candela quando il sole, là fuori, l’hanno spento da millenni.
In questo modo tu mi servi.
Mi serve la tua iride marrone come il tronco delle querce, perché ogni crepa nera è profonda quando tutta la mia esistenza, e se potessi in una di quelle crepe io ci vivrei in silenzio, sotto la coperta innocente dei tuoi pensieri, osservando il mondo grazie ai tuoi occhi che ancora non conoscono la fame d’amore, che ancora non sanno vedere il rancore.
Io uso il tuo respiro per riprendere fiato.
Uso i tuoi “perché”, piccoli e curiosi padri delle mie nuove domande.
Uso gli sbadigli, i passi incerti e coraggiosi che muovi, le sillabe, uso le canzoni che hai vergogna di cantare. Alza la testa e guarda in alto, il cielo merita il tuo sguardo.
Poi – Lo sai? – quando siamo lontani io faccio lo stesso e sempre riconosco nel cielo una parte di te.
Io sono un irresponsabile, un cretino.
Perché a me le cose le sto imparando da un bambino.


È quando ho le mani vuote
Che ne sento la pesantezza
Ho i palmi aperti, i tendini tesi
Ma nulla che io ora ti possa dare,
Eppure ne sento oltre misura la necessità.
Ora che c’è distanza tra noi
È ciò che più mi manca,
Dare tempo
Dare ascolto
Dare attenzioni
Dare amore
Avere cura di te.
È un senso di fragilità che mi investe
Come un ombra che allunga
Le sue mani intorpidite.
Chiudo gli occhi
Per cercare l’abbraccio del silenzio.
Un immagine onirica di bambina
Mi viene incontro,
Ha gli occhi malinconici
Mentre guarda il filo di un palloncino
Che le scivola via
Tra le piccole mani.
Un canto di cicale
Mi accompagna nella notte.
Aspetto il sorgere del sole
Il sentire i miei piedi saldi sulla terra
E proseguire il cammino
Nella precarietà dei miei passi.


Anche quando il cuore perde un tocco
anche quando non manca il respiro
anche quando i passi s’imparano da sé
anche quando si sbaglia e si corregge sbagliando
anche quando le parole fanno un lavoro per noi
anche quando ci capiamo per parentele di violenze
anche quando c’è il vicino
anche quando discutiamo su un confine
anche quando rovistiamo nei sogni
anche quando non troviamo
anche quando troviamo
anche quando qualche luna dice sono intoccabile
anche quando non ce ne importa
anche quando non ci si crede
anche quando sembra che si muore
anche quando non ha senso la parola crescere
anche quando si sa che non esiste il tempo
anche quando qualcuno immobile e disarmato dice sto scrivendo
anche quando si scrive
anche quando si legge si tradisce si fugge per tornare
anche quando domandiamo dove
anche quando siamo niente e neppure abbiamo tasche a sufficienza
anche quando lasciamo lì un flauto che suonerà mai più
anche quando non abbiamo cura e non abbiamo cura
Siamo tutti miracolo inosservato
Perché siamo ciascuno un miracolo che non riconosce i miracoli

Attraverso le parole

costruisco un mondo

le dono a te

tutte illuminate di vita

e mentre te le porgo

curano le mie ferite

 
Se saprai guardare

cresceremo insieme

la linfa vitale

scorre dentro di noi

 
Aiutiamo il nostro fiore


il mio corpo
involucro
di seppia
verdognoli vermi
voraci vanno mangiandomi
così
tagliandomi a metà
in orizzontale
vedrai il disagio uterino
che bolle,
mille e più
squame di inadeguatezza
tra il fegato e il pancreas,
sfilami le vene dai polsi
e quelle sottili sulle caviglie
nel mio sangue passa
la violacea colpa della violenza,
dal fiato perverso
mi son spuntati nei
bronzei come l’erezione
del cappio al collo che soffoca,
le piante dei miei piedini
hanno calpestato latte e gas
desiderando così forte
di non essere nate
da bruciare la loro stessa pelle
lì, lì dove nasce il cammino
gialli calli mi han protetta
dal cadere,
eppure son giù
fioca e molle
nel mio stare.
Il mio unico sbaglio
è stato nascere

Quel denaro che
ti scivola via dalle mani
perché il gioco è quello e tu
un fuori-classe,
le battaglie che hai prestato
ai figli e che adesso giudichi
perché sapevi che avresti disertato
spedendoci loro,
la tua casa il sintomo di
ciò che vorresti essere ma
non sarai mai e
il tempo che non sai inventare
se non quello che hai già sprecato.
Tua moglie si trucca.
Hai chiesto tutto
ma lo stavi sperperando in giro e
non c’è diritto a proteggerti
da questa nudità che
non sappia di dovere,
che non dica di te
quanto sei piccolo ed esposto.
Tua moglie è un trucco.
Nessuno ti vede
appeso a quell’ultimo brandello
di consapevolezza
da cui dondoli e chiami
il tuo cane e
tutta quella roba che hai studiato
ma non ti obbedisce più
perché è un gatto.
Il film che hai visto
come la vita di un altro è
la vita che hai vissuto
come un altro film,
ecco i titoli di coda.
Eri il trucco di tua moglie.

Ho fatto un passo a destra.
Poi, mi sono fermata.
Sono vestita di carta, ma non è carta bianca
è carta già scritta.
Così, il più delle volte, ho già qualcosa che mi riveste
e non importa se non sono io.
Io non sarò mai io per nessuno.
Ancora tre passi e poi giro a destra, un bell’inchino e …
benvenuti nel teatrino della vita
dove fumetti onomatopeici sono il vostro pensiero
e pezzi di giornale, il vostro abito …

Credo alla capacità di farci del male

Ad ogni guerra combattuta e vissuta

Ogni dissidio politico e interiore

Interiora che esplodono botti da orbi

Sopravvissuti mutilati.

Credo al denaro come forma di scambio

Il mio essere umano per un libero mercato

Io mercanzia in vendita su bancarelle del superfluo.

Credo a una grossa massa di babbei che non sanno più dove andare cosa fare chi mangiare giusto o sbagliato surriscaldamento globale fine del mondo.

Credo nella redenzione in un percorso incomprensibile che smonta le zavorre del mio credo.

Credo in una forza anch’essa superflua superiore superflùo che governa le leggi di natura uomini piante bestie senza recinti un’energia che scorre nella stessa direzione.

Credo negli uomini che hanno rivoluzionato rivolto le loro sole coscienze lasciati soli abbandonati e ripescati in nome di un progetto infinito, sputtanati ma non ancora abbastanza.

Credo in un mondo sottile invisibile infinito vortice armonia ed eterno. Un mondo che ancora non vedo.

Un mondo che inseguo.

È in Dio che credo.

Un bacio.
Linguaggio universale
Poche lettere
due sillabe
suono indimenticabile.
Puoi vivere
per un bacio
puoi morire
per un bacio
puoi sognarlo
ripetutamente
pregustarne ogni istante
cancellando la vita
in sottofondo
alzando il volume
nello scambio di liquidi
che alimenta
un’emozione fatta di respiri
di brividi
di sussulti
di sussurri
di lamenti leggeri e dolci
contro ogni e chiunque
possa essere d’impedimento.
Un bacio.
Per sottoscrivere
una poesia.
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