“Meritocraziaaa”

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"Meritocraziaaa"

Gennaio 2021Alessandro Mazzà

Nella mia lunga vita, artistica fino al midollo, ho incontrato gente che mi ha detto: se vuoi fare l’organizzatore di eventi artistici, DEVI avere una sede di proprietà.

Cioè, tradotto, devi essere un imprenditore commerciante e devi avere da investirci sopra un pacco di soldi, mica di fiuto artistico e capacità progettuali per affascinare e creare e coinvolgere un pubblico con la Qualità.

Nella mia lunga vita, artistica fino al midollo, ho incontrato gente che mi ha detto: se vuoi fare “l’editore” DEVI rischiare tu sulle opere.

Cioè, tradotto, devi essere un imprenditore commerciante e devi avere da investirci sopra un pacco di soldi, mica di competenze.

(Eppure “io” l’ho risolta alla faccia loro nel solo modo etico che c’è, noi di

Libereria non siamo “ditta” e come si sa non facciamo pagare gli Autori, anzi li facciamo anche guadagnare.)

Insomma “loro” vorrebbero vederti, se non proprio sparire e soccombere (non sperateci), trasformare la performance artistica in “evento” pop; le opere in anonimi e innocui “prodotti” vendibili; e gli artisti della TUA scuderia in sottoposti miracolati asserviti: proprio al contrario di come ormai si “pensa”, visto che ormai sembra non esserci quasi più chi abbia il coraggio del pensiero, chi sappia mollare il passamano dei pensieri vecchi, il “così si fa” e il “così si è sempre fatto”.

​Insomma se sei nato Artista e vuoi FARE l’Artista morto di fame, tutto ok. Cosa vuoi? Il grande genio oggi è solo l’imprenditore. Evviva. “Meritocraziaaa” (costruita sulle fondamenta di merda della disuguaglianza sociale).

Se sei nato Artista e vuoi fare ANCHE l’operatore culturale, il primo step è ascoltare tutti gli stronzi ignoranti che vorrebbero trasformarti (ovviamente per renderti “inoffensivo”) in un borghese di merda.

​Per questo dico sempre che la problematica fondamentale (problema = pro + ballein, cosa che si fa avanti, che s’impone alla tua vista, che invade la messa a fuoco) è anche “politica”.

Non perdete tempo a protestare sulla parola “borghese”, non posso intendere più la “borghesia industriale” di Marx, ma una forma mentale, una categoria ben più imbecille e pericolosa che sta sempre più minando alle basi la Polis. E che, soprattutto NOI Artisti, DOBBIAMO combattere. Se no non vedo chi.